L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) promuove l’educazione sessuale completa (CSE – Comprehensive Sexuality Education), un approccio basato sull’evidenza e che comprende conoscenze, valori ed esperienze per raggiungere il benessere sessuale degli individui attraverso un percorso che copre tutte le fasce d’età e della vita. L’obiettivo della CSE è promuovere la salute sessuale e riproduttiva, il rispetto di sé e degli altri, l’uguaglianza di genere e la prevenzione di violenza e abusi
Dal 1993 è promosso il Progetto Scuola Nazionale (PSN), un progetto che nel corso del tempo è stato aggiornato in considerazione dei mutamenti epidemiologici e sociali, e si rinnova costantemente utilizzando nuovi e più rapidi strumenti comunicativi.
Il Progetto è rivolto a studenti e studentesse delle Scuole secondarie di primo e secondo grado ( 13-20)
Gli obiettivi specifici del Progetto sono:
Aumentare le conoscenze scientificamente corrette sull’infezione da HIV e sulle altre infezioni a trasmissione sessuale (IST), con un focus particolare sulle modalità di trasmissione del virus HIV, sui comportamenti a rischio e preventivi, sull’importanza dei test/screening.
Stimolare la consapevolezza riguardo la necessità di assumere un ruolo attivo nella tutela della propria salute e di adottare comportamenti preventivi rispetto all’infezione da HIV e delle altre IST.
Favorire l’utilizzo delle più efficaci misure di prevenzione.
Favorire la percezione del rischio da parte del target di riferimento.
Connettere il giovane con le strutture socio – sanitarie del territorio.
Effettuare negli anni una raccolta di dati.
Con Anlaids collaboro nella realizzazione di un intervento di prevenzione che mira a promuovere più ampiamente l’educazione alla salute. Il Progetto Anlaids incontra studenti e studentesse. L’inserimento anche nel curriculum formativo scolastico italiano delle tematiche di educazione alla affettività e dalla sessualità rappresenta pertanto un passaggio cardine sul quale fondare in prospettiva il successo, possibile, nella riduzione della diffusione di HIV.
Si è andata delineando l’esigenza di creare una cornice più definita e più strutturata e all’interno della quale parlare per e con i ragazzi e le ragazze di educazione sessuale e di dedicare molta attenzione a quella che è la sfera emotiva, i rapporti tra persone, all’importanza del consenso.
Un bisogno che è partito dal Gruppo Scuola ma anche e soprattutto dalle Scuole.
Promuovere conoscenze scientificamente accurate, appropriate all’età e allo sviluppo degli studenti e delle studentesse, rispetto di sé, della diversità di genere, culturalmente rilevanti e trasformative, sugli aspetti fisici, cognitivi, emotivi e sociali della sessualità, utili a sviluppare atteggiamenti e comportamenti per la prevenzione delle infezioni sessualmente trasmesse e la cura della propria salute sessuale.
Da molti anni ormai assistiamo ad un calo di attenzione sul tema delle infezioni a trasmissione sessuale e soprattutto dell’HIV. Sono diminuite le campagne di sensibilizzazione e di comunicazione, come se l’HIV/AIDS fossero un ricordo del passato. Ciò ha ridotto la percezione del rischio tra le persone, soprattutto tra i più giovani e i giovanissimi.
Le infezioni sessualmente trasmesse (IST) costituiscono un gruppo di malattie infettive molto diffuse in tutto il mondo e rappresentano un rilevante problema di salute pubblica. Data la mancanza di uno specifico piano nazionale di intervento da attuarsi in ambito scolastico, in Italia, preadolescenti e adolescenti spesso non ricevono informazioni chiare, scientificamente corrette e adeguate all’età sulle IST mentre molto frequentemente non sanno a chi rivolgersi in caso di necessità.
L’educazione alla sessualità, quando trattata, resta di fatto affidata alla buona volontà di singoli docenti o delegata agli interventi delle associazioni del terzo settore (Notiziario ISS, 2021 & Chinelli et al). A conferma di ciò, i dati a disposizione nel nostro paese mostrano come le persone giovani, in particolare quelle che ricadono nella fascia d’età 15-24 anni, siano le più colpite da questo tipo di infezioni (Salfa et al, 2022).
In merito all’HIV, la situazione diventa ancora più difficile per lo stigma che avvolge l’infezione. Le terapie sono molto efficaci e i progressi della scienza notevoli ma restano fondamentali prevenzione, consapevolezza dei rischi e accesso ai test per la diagnosi precoce.
L’obiettivo di Anlaids è da sempre quello di diffondere la cultura della prevenzione alla popolazione generale ma con un’attenzione particolare agli adolescenti e alle adolescenti all’interno del contesto scolastico e raggiungere così la popolazione studentesca per fornire ad essa strumenti di conoscenza indispensabili per la tutela della propria e altrui salute.
Le direttive del Piano Nazionale di interventi contro HIV e AIDS individuano nel mondo giovanile il target a cui rivolgere grande attenzione. Gli ambiti privilegiati degli interventi vengono poi specificatamente individuati nella scuola e nell’utilizzo del web e dei social network ai fini della diffusione della cultura della prevenzione e della assunzione di informazioni sulle conoscenze e sul livello di attenzione in merito ad HIV e alle infezioni sessualmente trasmissibili.
Gli interventi di prevenzione dell’infezione da HIV e delle IST devono necessariamente rivolgersi ai giovani, attraverso percorsi educativi che li guidino ad assimilare la cultura della responsabilità nei confronti del proprio e dell’altrui benessere psicofisico.
La scuola è il luogo elettivo dove questi interventi possono trovare il più efficace impatto.
Un intervento per la prevenzione dell’HIV/AIDS/IST va certamente inserito in un programma formativo che promuova l’educazione alla salute, diversamente potrebbe rappresentare un ostacolo al successo degli interventi di prevenzione. L’inserimento nel curriculum formativo scolastico delle tematiche di prevenzione e di educazione alla salute e alla sessualità rappresenta, infatti, l’intervento cardine sul quale si fonda, in prospettiva, il possibile successo nella riduzione della diffusione di HIV.
L’educazione alla sessualità è infatti uno degli strumenti più importanti per la promozione del benessere sessuale delle persone giovani e una componente chiave della strategia comprensiva di prevenzione delle IST e dell’HIV/AIDS in Europa, promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Le scuole svolgono un ruolo centrale nella trasmissione di conoscenze riguardanti la salute e lo sviluppo delle capacità per la promozione della salute, inclusa la salute sessuale.
Le linee guida internazionali, supportate da evidenze teoriche e scientifiche, indicano come l’educazione alla sessualità, ed in particolare l’educazione estensiva alla sessualità (Comprehensive Sexuality Education – CSE) abbia un impatto positivo sul comportamento delle persone giovani, migliorando la loro salute sessuale e riproduttiva attraverso la riduzione di atteggiamenti e comportamenti considerati a rischio.
L’educazione estensiva alla sessualità, così come indicato nelle linee guida delle agenzie internazionali che si occupano di salute (in particolare UNESCO e OMS), implica un approccio positivo ed inclusivo che tenga conto di tutte le dimensioni della sessualità, basato sul rispetto dei diritti umani e sessuali e sull’empowerment delle persone più giovani.
Tale proposta ha come focus l’HIV/AIDS/IST, costruisce e promuove conoscenze scientificamente accurate, appropriate all’età e allo sviluppo degli studenti e delle studentesse, rispettose della diversità di genere, culturalmente rilevanti e trasformative, sugli aspetti fisici, cognitivi, emotivi e sociali della sessualità, utili a sviluppare atteggiamenti e comportamenti per la prevenzione delle infezioni sessualmente trasmesse e la cura della propria salute sessuale.
E’ necessario trasferire agli studenti e alle studentesse una visione positiva della sessualità, che includa e valorizzi le diversità individuali e che al contempo promuova la prevenzione dei rischi intesa come senso di responsabilità verso il proprio e altrui benessere affettivo e sessuale.

L’obiettivo dell’intervento nelle scuole non riguarda soltanto una corretta educazione per una sessualità consapevole e sana, ma accoglie un altro importante aspetto molto discusso che desta molta preoccupazione tra i giovanissimi e non solo. L’affettività, l’amore, la relazione.
Le prime cotte, le prime esperienze relazioni, le prime delusioni hanno tutte un impatto molto forte come ogni emozione, nei ragazzi e ragazze. E’ tutto molto intenso e viene vissuto ad alto livello emotivo, anche nei suoi risvolti negativi e di dolore.
Non sono rari i casi di cronaca che riguardano i giovanissimi. Atti di violenza fisica, psicologica, perpetrati anche attraverso i social. Umiliare chi è stato l’artefice di un rifiuto di un abbandono.
Ecco che intervenire nelle scuole ha un forte effetto preventivo. Far comprendere ai ragazzi che accade a tutti essere rifiutati, essere lasciati. Che anche altri soffrono. Questo a volte non viene espresso soprattutto tra i maschi che tendono ad apparire forti difronte ai loro coetanei. Le ragazze accettano con maggiore consapevolezza il dolore e lo condividono con le coetanee.
Stare con i ragazzi, condividere con loro emozioni, paure e rabbia. A volte possono esprimere idee estreme, accogliere e trasformare quell’idea in qualcosa di più accettabile per se stesso e per gli altri. Non entriamo in veste di educatori soltanto, ma anche di chi può comprendere si possa provare.
Questi incontri, a volte, sono momenti importanti in cui i ragazzi e le ragazze possono vedersi accolte domande, dubbi, angosce, in un ambiente per loro insolito. Entrare nella classe può avere un impatto più forte per gli studenti.
Lavorare con i ragazzi, le generazioni del futuro, è fondamentale per creare una società più consapevole e quindi più sana.